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come cambia la vita


Diario


16 gennaio 2008

Che dire...

 

Vorrei scrivere di cose belle, vorrei tornare con la mente ai miei ricordi piacevoli, vorrei raccontare gli episodi più stravaganti della mia vita movimentata, vorrei condividere le mie riflessioni, ma mi sento soffocare dal panico. Non ho più nessun controllo sulla mia mente. Non ho voglia di veder nessuno, non ho voglia di sentire nessuno.

Nessuna parola riesce ad essermi di conforto, la mia disperazione prevale su tutto.

Da una settimana circa, da quando ho aperto la maledetta busta delle mie analisi, sono concentrata su ogni minimo dolorino, possibile sintomo della ripresa della malattia.

Sono andata al mio appuntamento a Niguarda.

Il viso della dottoressa era serio e professionale, il tono secco e deciso.

- Signora, bisogna intervenire in fretta! Abbiamo altre possibilità, farmaci forti, tossici, con una marea di contro indicazioni, ma abbiamo i mezzi per contrastarle. Questa è una malattia rognosa, difficile da eliminare, ma la ricerca sta facendo passi da gigante. Usciranno ancora altri farmaci sempre più mirati, intanto lei deve tener duro!

Si è vero, intanto io devo tener duro, sperare che non mi partano altri organi, oltre al midollo osseo e quindi al sangue, alla schiena che è già crollata ed è in parte cementata e al femore che è inchiodato da poco e non ancora a posto del tutto.

Io devo tener duro. Dovrò stare riguardata perché si abbasseranno le mie difese immunitarie e sarò a rischio infezioni, come dopo l’autotrapianto.

Quindi, devo mollare il mio costosissimo abbonamento in un club con piscina e area termale che mi piaceva tanto. Mio nipote mi aveva appena regalato dagli USA un I-Pod fantastico con cuffie e rivestimento per l’acqua, da usare quando si nuota.

Di nuovo niente cinema, teatri, luoghi pubblici, supermercati, cene a casa di amici.

Ancora tanto tempo a casa nella mia poltrona reclinabile a guardare le piante del terrazzo senza poter mettere le mani nude nella terra. Attenta a tutti i microbi!

Per fortuna c’è la musica ed il PC con internet e un blog aperto un anno fa, quando ero già in dirittura d’arrivo e sulla buona strada per cercare di uscire da questo tunnel.

Già perché la prima botta l’avevo ricevuta a gennaio 2006, quando mi avevano ricoverata d’urgenza a Niguarda per un Mieloma multiplo con cedimenti vertebrali e un sacco di buchi nelle ossa.

Un anno di cure, cicli di chemio, i capelli che non facevano in tempo a crescere che già ricadevano.

Lacrime e paura, la mente inchiodata sul “ perché ? “

Non riuscire a farsene una ragione.

Tutte le persone attorno addolorate che ti guardano con tenerezza, compassione e ansia e non sanno trovare le parole per rincuorarti perché non ci sono parole.

No, adesso come allora, non mi lascerò andare.

Non mi lascerò portar via così facilmente, ma vorrei tanto non andare in pezzi  un poco per volta!

Io vorrei vivere, non passare il tempo che mi resta a curarmi.

 

Se qualcuno di voi conosce una persona che è stata colpita da questa specifica malattia e ce l’ha fatta a vivere un a vita decorosa, per favore mettetemi in contatto!

 

Per tutti: basta un semplice esame del sangue che si chiama Elettroforesi delle siero proteine per fare una prevenzione adeguata.

 

Aggiungo la mia mail al mio profilo per chi volesse mettersi in contatto con me.

 




permalink | inviato da ioelui il 16/1/2008 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (45) | Versione per la stampa
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